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Weekend a Debrecen – Weekend in Debrecen

Riprendo a scrivere sul blog parlando non di Budapest ma di un recente viaggio sempre in terra ungherese ma a Debrecen.

Organizzo ai primi di gennaio di quest’anno per viaggiare in solitaria l’ultimo weekend di febbraio sabato 27 e domenica 28, si vola con Wizzair ,andata da Malpensa su Budapest, spostamento in treno a Debrecen da dove ripartirò verso Bergamo il giorno successivo , da lì pullman per Malpensa dove recupererò l’auto, un po contorto come giro ma poco importa.
Durante i preparativi del viaggio avevo studiato la città leggendo le poche note disponibili sulla Lonely Planet dell’Ungheria stampandomi mappa del centro , percorsi e orari del tram che dalla stazione conduce al centro e bus stazione- aeroporto , queste ultime info raccolte grazie all’ottimo sito web dkv.hu
Debrecen ,geograficamente situata a est, è la seconda città dell’Ungheria per numero di abitanti,la popolazione si aggira attorno alle 208.000 persone.
Non offre un granchè come attrazioni, la Chiesa Grande , luogo di culto protestante ubicato nella piazza principale Kossuth ter e costruito nel 1822 dalla caratteristica facciata color giallo è il simbolo della città. Altri palazzi degni di nota l’ hotel Aranybika in Piac utca , il Collegio Riformato in Kalvin ter, il museo Deri in Deri ter.
Sicuramente lo stabilimento termale Aquaticum e relativo hotel sono il principale punto d’interesse turistico , si trovano a nord del centro nell’ambito di Nagyerdei Park raggiungibile col tram 1 fermata Aquaticum.

SABATO 27 FEBBRAIO.

La partenza del volo è fissata per le 8:10 della mattina, sveglia alle 4:15 , spostamento in auto destinazione Malpensa dove lascio il mezzo in uno dei tanti parcheggi remoti che gravitano attorno allo scalo .
Pochissimo movimento di passeggeri appena varcata la barriera dei controlli di sicurezza alle 6.30 circa, colazione, cazzeggio usufruendo del wifi free e arriva il momento di imbarcarci. Tutto sembra filare liscio fino quando già sul bus che ci deve portare sulle piste, quasi pronti a muoverci veniamo fatti riaccomodare in sala d’attesa. Intuisco subito che si partirà in ritardo e così sarà, ci viene consegnato un tagliando per il successivo reimbarco e ci viene detto che il nostro aereo si sta sottoponendo a controlli tecnici in quanto si sono verificati non precisati problemi durante l’atterraggio. Da un successivo controllo su flightradar il lunedì successivo scoprirò che lo stesso aereo una volta atterrato a Budapest sabato e ripartito per Targu Mures e quasi giunto a destinazione è dovuto tornare nella capitale magiara probabilmente per altri problemi che lo hanno tenuto fermo poi per il resto della giornata.
Si parte alle 9:45, il treno previsto per le 10:37 è perso,pazienza, volo tranquillo ,passiamo di fianco al mare degli ungheresi, il lago Balaton, atterriamo nella capitale pochi minuti dopo le 11 non prima di essere passati sul lato ovest di Budapest e aver ammirato il paesaggio sottostante di questa meravigliosa città.
Lo sbarco è rapido così come il cambio di euro in fiorini e l’acquisto del biglietto del bus 200E per la stazione di Kobanya Kyspest alfine di salire sul treno per Debrecen.
Poco oltre l’aeroporto c’è un piccolo museo dell’aviazione all’aperto con alcuni esemplari di aerei della defunta Malev di varie epoche , sono transitato diverse volte da qui senza mai fermarmi, prima o poi dovrò visitare l’interessante esposizione che annovera tra gli altri un Tupolev TU 154 di epoca sovietica.
A Kobanya Kispest il moderno centro commerciale contrasta con la volgarità della stazione rimasta ferma ai tempi dell’Unione Sovietica. Una parte è destinata ai binari della metro sui quali viaggiano ancora i gloriosi convogli blu targati Mockba risalenti al 1980 carichi di storia, un’altra zona è adoperata dalle ferrovie .Quest’ ultima parte è particolarmente volgare con struttura,pensiline, sovrappasso, scale ,tettoie, insegne rigorosamente d’epoca corrose da ruggine ,con incrostazioni , sverniciature e decadenze varie. Resistono i classici pavimenti in linoleum nero a pallini e gli scalini consumati che guidano l’accesso ai binari I pannelli informativi sono ancora quelli a cartellini mobili ,quello della biglietteria visualizza solo informazioni cinque partenze per volta . L’unica nota del progresso sono i due distributori automatici di biglietti e parte dei treni che stanno subendo un rinnovamento.
Acquisto il biglietto per il treno Intercity delle 12:37, ho una mezz’ora di tempo per un breve giro all’ interno di parte del centro commerciale e per l’acquisto del pranzo presso un supermercatino di una delle tante catene internazionali presenti nel centro ed est Europa.
Il vecchio locomotore che traina i convogli anch’essi non recenti arriva in orario, d’altronde è partito da Nyugati. Sia sull’Intercity che sui regionali c’è il wifi offerto gratuitamente per quattro ore con accesso libero da iscrizioni e registrazioni, ottimo.
Durante il tragitto dopo aver consumato il pranzo consistente in una baguette e due tramezzini mi lascio cadere in un leggero sonno per circa tre quarti d’ora , guardo fuori dal finestrino l’immenso paesaggio rurale , passo un po di tempo sul web e scruto i personaggi che mi stanno attorno. Una graziosa fanciulla siede fronte a me ascoltando musica dalle cuffiette, di fianco una coppia mediamente anziana con davanti una signora altrettanto mediamente anziana in tenuta tipica da zitella d’altri tempi che per tutto il viaggio non staccherà mai gli occhi dal suo libro. La conductora delle ferrovie ungheresi è una piacevole signora sulla cinquantina bionda che un tempo era sicuramente molto bella, mi incuriosisce il fatto che passi molto tempo nel mio scompartimento seduta a dialogare con una ragazzo dall’abbigliamento e dalla capigliatura alternativa, forse si conoscevano.
Il generoso treno sfreccia lungo la campagna ungherese , le fermate sono poche e con alcuni minuti d’anticipo arriva a Debrecen alle 14.50.
Fuori dalla stazione trovo le fermate dei mezzi pubblici, una casupola ospita due botteghini per la vendita dei biglietti , mi presento ad una delle addette , quest’ultima sentendomi parlare inglese mi manda dalla più giovane collega parlante lingua british. Vorrei acquistare un comodo ticket 24 ore ma visto che la sua durata si esaurisce a mezzanotte non li vendono più, mi devo accontentare di un singolo biglietto per 300 fiorini. Il moderno tram numero 1 direzione Egyetem è il mio, il mezzo percorre un tragitto lineare a nord della stazione attraversando prima Petofi ter e successivamente Piac utca ,il lungo viale che conduce alla piazza centrale, scendo dopo tre fermate a Varoshaza. I biglietti si possono acquistare anche in vettura al prezzo di 400 fiorini, un cartello informativo indica oltre al prezzo maggiorato la raccomandazione di consegnare al conducente solo l’importo esatto , l’unico distributore automatico di biglietti lungo la linea numero 1 l’ho visto alla fermata di Kossuth ter , quella successiva a Varoshaza.
Appena sceso dal tram mi trovo nella piazza , c’è poca gente in giro , le condizioni metereologiche sono discrete, si sta bene. Noto che i negozi nonostante sia ormai metà pomeriggio sono chiusi ad eccezione di qualche locale di ristorazione e supermercato delle solite note catene di distribuzione internazionali.
Per il pernottamento ho scelto un appartamento nelle vicinanze, il City Center Debrecen, mi dirigo all’ingresso del grigio palazzo d’epoca che lo ospita, sul citofono non ci sono riferimenti all’alloggio ma una targa con il numero di telefono del proprietario, chiamo e mi danno appuntamento lì tra venti minuti. Il proprietario si era prodigato qualche ora prima via sms e via mail per sapere a che ora sarei arrivato ma io avendo a metà giornata cambiato telefono e numero ( ne ho due) e non avendo consultato le mail non ho potuto saperlo. Puntualmente arriva il padrone , un uomo sulla cinquantina parlante inglese, saliamo al secondo piano dello stabile dove c’è l’appartamento e sbrighiamo la burocrazia e il pagamento , mi viene chiesto un deposito di 50 euro ( il tipo li accetta ) che mi verrà restituito l’indomani e concordiamo l’ora per la riconsegna delle chiavi per la mattina successiva alle 9.
L’alloggio che ha l’accesso da un ballatoio è carino e ben arredato , piccola cucina abitabile, ingressino , servizi divisi in locale bagno e locale doccia, sgabuzzino chiuso e stanzona comprendente letto a due piazze, armadio, scrivania, tv, divano .
Il tempo di disfare la borsa e sono di nuovo in strada con due ore in ritardo sul previsto causa il già
citato ritardo del volo, mi ributto in piazza ed entro nella Chiesa Grande , l’interno austero e ampio non dispone di abbellimenti architettonici , opere d’arte e religiose, da quel punto di vista è vuota, i posti a sedere sono molti e può contenere fino a 3000 persone. In quel momento fervono i preparativi per un concerto, davanti all’altare hanno montato palco e strumenti , ci sarebbe da salire su una delle due torri ma l’accesso e chiuso, esco e medito sul da farsi.
I negozi rimarranno chiusi fino a lunedì, opto per andare subito alle terme. Ci arrivo col solito tram numero 1 in 10 minuti, entro nello stabilimento , pago l’ingresso per la modica cifra di 1999 fiorini , mi consegnano il classico orologio elettronico per entrare e aprire l’armadietto del tipo già utilizzato nelle varie terme di Budapest ed entro nello spogliatoio. Durante le operazioni di svestizione mi accorgo di aver dimenticato il costume in appartamento , così mi rivesto e torno all’ingresso dove chiedo se affittano costumi da bagno ma ricevo risposta negativa, parlottando riesco ad ottenere la possibilità di uscire e rientrare senza pagare di nuovo l’ingresso non prima di aver consegnato l’orologio.
Altro viaggio in tram andata e ritorno per recuperare il costume e alle 17:40 sono di nuovo alle terme dove mi fanno rientrare.
La struttura dispone di quattro grandi vasche sotto ad altrettanto cupole, una vasca più piccola in mezzo con temperature differenti, 20-25-28-33-35-38 e 40 gradi . L’acqua non è filtrata dunque scura tendente al marrone , si vede a malapena il fondo , passo da una vasca all’altra a più riprese con una scappata alle saune che variano dai 45 ai 110 gradi. C’è una settima vasca all’esterno dove passo qualche minuto alla fine del soggiorno , per le 19.30 esco dallo stabilimento. Solito tram per tornare in centro, sono quasi le 20 e mi fermo al supermercato aperto fino alle 22 per acquistare qualcosa per cena. Arrivo a casa e tutta la stanchezza della giornata mi salta addosso, sono vicino allo sfinimento , ceno, esco per un’altra scappata al supermercato per comprare biscotti e caffè in busta per la colazione di domani e torno a casa. Non ho le forze per testare la nighlife di Debrecen ma a giudicare da quel poco visto nei dintorni non credo ci sia molto movimento così attorno alla mezzanotte mi metto a letto.

DOMENICA 28 FEBBRAIO

Sveglia alle 7:45 , colazione, preparazione della borsa e poco prima delle 9 come convenuto arriva il padrone di casa e famiglia, mi congedo in fretta ed esco.
Fuori poca gente, passo un po di tempo in piazza per scattare foto alla chiesa , ai palazzi circostanti ed a una caratteristica fontana che richiama vagamente lo stile di Gaudì.Il tempo è sereno , decido di scendere lentamente a piedi verso la stazione fermandomi spesso per altre foto di alcuni interessanti palazzi di architettura primi novecento così poco dopo le 11 giungo a destinazione in tempo per salire sul bus 44 R per l’aeroporto.
L’aviostazione dista dieci minuti ed è collocata nella parte est in periferia, si raggiunge dalla strada principale percorrendo un lungo percorso privo di abitazioni ai suoi lati con la sola presenza di qualche hangar, intuisco che un tempo era un aeroporto militare.
La struttura è di modeste dimensioni, la più piccola tra le tante da me visitate, persino minore di Ciampino,Hahn,Charleroi , Fez , Beauvais e Skavsta.
Entrando un baretto , qualche banco per il check-in, due postazioni per i controlli di sicurezza che si riveleranno accurati e scrupolosi e un’ unico stanzone come area gate con all’interno un’altro baretto e una minuscola area duty free.
Il tabellone dei voli è spento , forse si vergognano di mostrare che il movimento è minimo , credo che questo sia un aeroporto sempre in perdita come tanti in Italia, quello di Debrecen è la risposta ungherese alla pochezza del nostro aeroporto di Cuneo ad esempio.
L’unico volo della mattinata è il mio destinazione Bergamo per le 12.40, viene annunciato un ritardo di poco più di un’ora, così mi tocca passare altro tempo segregato all’interno dello stanzone . Il wifi è protetto , chiedo la password alle addette ma mi viene negato, che palle,manco internet. Il check-in avviene appena entrati nella stanza quando viene chiesta la carta d’imbarco, il documento così da mandare in pista all’ora convenuta i passeggeri senza ulteriori controlli.
In attesa di venire chiamati a lasciare questa perla dell’aviazione civile ci sono parecchie persone maggioranza ungheresi, qualcuno di lingua anglosassone, alcuni rumeni e pochi italiani sbucati da chissà dove, difatti durante il soggiorno in città non ne ho incrociato nemmeno uno.Noto alcuni tipi di personaggi italici già visti in passato negli aeroporti del centro-est Europa , i viaggiatori per lavoro, si riconoscono dall’abbigliamento a metà tra l’elegante e l’ informale , si muovono a gruppi di tre e sono di varie età , li senti parlare di lavoro ed usi e costumi locali , qualcuno lo trovi pure molto atteggiato .
Il volo quasi pieno passa tranquillamente, ho un posto centrale in mezzo a due donne non più giovani , il sedile centrale sugli Airbus A320 di Wizzair se non sono i recenti slim ma quelli di vecchia concezione si rivelano terribili per scomodità peggio di quelli di Ryan ma resisto e non mi lamento, il volo l’ho pagato solo la modica cifra di 8,47 euro.
Si atterra a Berghem alle 15:13 ma il viaggio non finisce qui, devo tornare a Malpensa per recuperare l’auto , così mi reco per il pranzo ( avevo consumato solo un panino in aeroporto a Debrecen alle 11 ) al vicino Orio Center. Alle 17:35 salgo sul pullman per Malpensa dove giungo per le 19, recupero l’auto , sosta per cena presso l’ottimo self service dell’autogrill di Novara e intorno alle 22 sono a casa.
Alla fine mi ritengo soddisfatto di aver visto un’altra parte dell’Ungheria e Debrecen, un altro weekend di fuga è passato .

Piazza principale

Chiesa Grande

Hotel Aranybyka

Hotel Aranybyka

Curiosa statua

Monumento

La fontana

Fontana

Teatro

Teatro

Piac utca

Piac Utca

Piac utca

Piac Ut

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